Tutto nasce nel lontano '96 (se non ricordo male), anno in cui vinco il mio primo torneo di Magic. Il mazzo era un "semplice" aggro control WUG: Efreet di Serendib, Ernham Djinn, Mana Drain, Birds of Paradise ecc. Ma i due match più importanti e difficili ai quarti e in semifinale (all'epoca si giocava a eliminazione diretta) li vinco con una monocarta apparentemente strana: Deadly Insect. Non ricordo perché inserii quella monocopia ma se non lo avessi fatto non avrei sicuramente vinto quel torneo . Un dato di fatto inoppugnabile. Ma perché mi è tornato in mente tutto questo? Giorni fa stavo vedendo uno streaming di alcuni game e il giocatore faceva dei calcoli sui danni per impostare la race, correttamente, conoscendo con buona approssimazione la decklist dell'avversario. Ma se questo avesse avuto una Nebbia? Banalmente avrebbe vinto, e allora mi sono ricordato del Deadly Insect di ormai 30 anni fa. E così ho iniziato a pensare...forse c'è ancora una lezione ...
Quando ci troviamo di fronte a un formato con molte carte a disposizione spesso dobbiamo scegliere tra molte alternative: ad esempio nel Premodern abbiamo da pescare tra tonnellate di spari differenti e la scelta non è sempre ovvia: tutti sappiamo che Fulmine è meglio di Shock ma se dobbiamo decidere tra Flame Rift, Incinerate e Seal of Fire è tutt'altro che semplice. Indice La Teoria Un esempio pratico Il problema dell'apprendimento Cosa fare La teoria Un fulmine è nel 99,99% dei casi migliore di Shock mentre tra Seal, Incinerate o Flame Rift potremo preferire uno o l'altro a seconda della situazione. A complicare ulteriormente la faccenda, in testing o in torneo, potremmo avere la percezione che una è migliore dell'altra a causa di (s)fortuna o casi particolari che potrebbero darci un'idea non corretta basata sulla nostra personale esperienza. Questo tipo di fiuto distingue i giocatori medi dai giocatori/deckbuilder d'elite che, guarda caso, son...